La preeclampsia è una delle complicanze più frequenti e temute della gravidanza: colpisce circa 2-5 gravidanze su 100 e si manifesta con pressione alta, presenza di proteine nelle urine e gonfiori, in genere dopo la 20ª settimana.
I primi segnali (mal di testa, nausea, gonfiore) vengono spesso scambiati per normali disturbi della gravidanza. Quando compaiono i sintomi veri e propri, il processo che danneggia le arterie della placenta è già avviato: per questo è importante individuare il rischio prima, quando si può ancora intervenire.
Un test di screening eseguito tra l'11ª e la 13ª settimana, con lo stesso prelievo del Bi-Test, calcola il rischio individuale di sviluppare la preeclampsia. Le donne a rischio aumentato possono iniziare, su indicazione del ginecologo, una profilassi con aspirina a basso dosaggio prima della 16ª settimana: un intervento semplice che riduce fino al 60-80% le forme precoci più gravi.

Quando
11ª - 13ª settimana (+6 gg)
Campione
Prelievo di sangue materno
Preparazione
Nessuna, non serve digiuno
Referto
3-5 giorni lavorativi
PlGF
Fattore di crescita placentare
Proteina prodotta dalla placenta che favorisce la formazione dei vasi sanguigni. Valori bassi nel primo trimestre segnalano una placenta che si sta sviluppando in modo insufficiente e un rischio aumentato di preeclampsia.
PAPP-A
Proteina plasmatica A associata alla gravidanza
Già dosata nel Bi-Test: livelli ridotti sono associati a una placentazione difettosa e a complicanze come preeclampsia e ritardo di crescita del feto.
Fattori che aumentano il rischio
- Prima gravidanza o nuovo partner
- Età materna superiore a 40 anni
- Preeclampsia in una gravidanza precedente o in famiglia
- Ipertensione, diabete, malattie renali o autoimmuni (lupus, APS)
- Obesità (BMI superiore a 30)
- Gravidanza gemellare o da procreazione assistita
- Intervallo superiore a 10 anni dalla gravidanza precedente
Tecnologia
Metodica Roche e algoritmo FMF
Il PlGF e la PAPP-A vengono dosati con metodica Roche in elettrochemiluminescenza (ECLIA) su piattaforma cobas® con reagenti Elecsys® certificati CE-IVD. I valori biochimici sono combinati con i fattori materni (età, peso, etnia, storia clinica), la pressione arteriosa media e, se disponibile, il Doppler delle arterie uterine eseguito dal ginecologo, secondo l'algoritmo della Fetal Medicine Foundation (FMF): il metodo più validato a livello internazionale per lo screening del primo trimestre.
- Elettrochemiluminescenza Roche cobas® / Elecsys® PlGF
- Algoritmo Fetal Medicine Foundation (FMF)
- Sensibilità ~90% per la preeclampsia precoce (< 34 settimane)
- Referto con rischio individuale e soglia di intervento
Dopo la 20ª settimana: rapporto sFlt-1/PlGF
Se nel secondo o terzo trimestre compaiono pressione alta, gonfiori o dubbi ecografici, il rapporto tra sFlt-1 (fattore anti-angiogenico) e PlGF, sempre con metodica Roche Elecsys®, aiuta il ginecologo a confermare o escludere la preeclampsia e a prevedere il rischio di complicanze nelle 4 settimane successive. Un rapporto basso (< 38) esclude con affidabilità superiore al 99% l'insorgenza della malattia nella settimana seguente.
Lo screening della preeclampsia indica una probabilità, non una diagnosi. Il risultato va condiviso con il ginecologo, che deciderà l'eventuale profilassi con aspirina a basso dosaggio e la frequenza dei controlli della pressione e della crescita fetale.
