Rischio Trombotico - Trombofilia

Test genetico per la donna che desidera una gravidanza

La trombofilia è una predisposizione, spesso ereditaria, a formare coaguli di sangue (trombi) più facilmente del normale. Nella maggior parte dei casi non dà alcun sintomo, ma può manifestarsi in momenti particolari della vita, come la gravidanza o l'assunzione di terapie ormonali.

Nel percorso di diagnostica dell'infertilità il test è importante perché alcune varianti genetiche sono associate a difficoltà di impianto dell'embrione, aborti ricorrenti, ritardo di crescita del feto e altre complicanze della gravidanza. Conoscerle in anticipo permette al ginecologo di impostare, se necessario, una terapia preventiva mirata.

Rischio Trombotico - Trombofilia

Campione

Semplice prelievo di sangue

Preparazione

Nessuna, non serve il digiuno

Giorni

Dal Lunedì al Sabato

Prenotazione

Consigliata (tel. o WhatsApp)

A chi è indicato

  • Donne con aborti spontanei ripetuti o difficoltà a concepire
  • Coppie che iniziano un percorso di procreazione assistita (PMA)
  • Familiarità per trombosi venosa, embolia o infarto in giovane età
  • Prima di iniziare la pillola anticoncezionale o una terapia ormonale
  • Precedenti complicanze in gravidanza (preeclampsia, distacco di placenta)
Cosa analizza il test

Le principali varianti genetiche legate alla coagulazione, spiegate in modo semplice.

Fattore V di Leiden

G1691A

La variante rende il Fattore V resistente all'azione della Proteina C: il sangue tende a coagulare di più. È la causa ereditaria di trombofilia più frequente (circa 5% della popolazione).

Fattore V

H1299R

Seconda variante del Fattore V, meno frequente, che aumenta il rischio soprattutto se associata alla variante di Leiden.

Fattore II - Protrombina

G20210A

Comporta una maggiore produzione di protrombina e quindi di fibrina, il materiale che forma il coagulo. Presente nel 2-3% della popolazione.

MTHFR

C677T e A1298C

Riducono l'attività dell'enzima che smaltisce l'omocisteina: livelli alti di omocisteina danneggiano le pareti dei vasi e favoriscono la trombosi. Si valuta insieme al dosaggio dell'omocisteina nel sangue.

PAI-1

4G/5G

Regola la dissoluzione dei coaguli: la variante 4G rallenta questo processo ed è associata a complicanze placentari.

Beta-Fibrinogeno

G-455A

Aumenta i livelli di fibrinogeno circolante, favorendo la formazione del coagulo.

HPA-1 (piastrine)

a/b

Variante del recettore piastrinico che rende le piastrine più "adesive".

Fattore XIII

V34L

Interviene nella stabilizzazione finale del coagulo; la variante ne modifica la struttura.

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